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Piranesi studioso del Mausoleo di Adriano


In occasione della pubblicazione della guida su Castel Sant'Angelo ci siamo interessati un momento alla bellissima serie di disegni del mausoleo di Adriano realizzati da Giovanni Battista Piranesi.

Giovanni Battista Piranesi fu un grande studioso dell'arte romana e si fra gli altri monumenti dell'antichità si interessò anche molto a Castel Sant'Angelo. Nato nel 1720 a Mogliano Veneto, all'epoca sotto dominio della Serenissima, Piranesi si avvicina all'antichità classica e all'arte grazie alla sua famiglia. Suo fratello Andrea lo introduce alla cultura latina mentre lo zio, magistrato delle acque a Venezia, lo inizia all'architettura e al patrimonio monumentale.

A Roma dal 1740, al seguito dell'ambasciatore di Venezia presso la Santa Sede Marco Foscarini, risiede a Palazzo Venezia e entra in contatto con cerchie artistiche, prime fra tutte quelle francesi della Accademia di Francia. Dalla collaborazione con alcuni artisti francesi nascono le prime serie di vedute e disegni architettonici.


Il suo interesse per l'antico, il simbolico e l'invenzione è quel che caratterizza di più l'arte del Piranesi. Questo interesse lo portò ovviamente ad interessarsi al monumento per eccellenza della antica Roma, il mausoleo di Adriano, luogo di sepoltura degli Antonini fino all'inizio del 200 d.C.

Grazie alla sua vicinanza al Vaticano e alla sua costruzione, Castel Sant'Angelo aveva subito nel tempo molte trasformazioni, che ne fecero via via una fortezza quasi inespugnabile, una residenza papale e infine prigione pontificia con annessa Sala della Giustizia nella quale si celebrarono diversi processi del Sant'Uffizio.

Come altri monumenti romani, il Castello offre a Piranesi molti spunti per il suo impegno nel ricostruire le antichità romane al punto da dedicargli diverse tavole nel suo volume sulle antichità romane.

In esse, Piranesi ricostruisce l'antico mausoleo, si sofferma sulle tecniche di costruzione antiche e analizza materiali e strutture portanti dell'edificio.

La sua descrizione inizia una pianta del mausoleo e del ponte antistante.

A. Pianta dell’Avanzo del Mausoleo di Adriano Imp.re ridotto poi in Fortezza, ed ora chiamato Castel Sant’Angelo. Egli se lo fece innalzare prima della sua morte in riva al Tevere negli Orti di Domizia, luogo amenissimo a fianco del superbo Sepolcro d’Aug.to e dirimpetto ai nobili edifizj del Campo Marzo, la magnificenza de’quali uguagliava, anzi superava certam.te.
B. Bassam.to quadrato, in oggi coperto dal terreno.
C. Masso composto di scaglie di Selce, Calce, e Pozzolana, spogliato de’suoi ricchi Ornam.ti ed’ogni suo Marmo a riserva di qualche avanzo di grossi Peperini, che tutto all’intorno lo vestivano.
D. Ingresso turato quando la Mole fu convertita in Rocca.
E. Pertugio fatto 15 anni sono dal Castellano, affin di poter salire, e calare per mezzo di una sedia pensile dalla cima del Castello sino al piano; qual foro fu fatto turare tostam.te da Papa Corsini.
F. Corritoj, che girano d’intorno.
G. Stanza nel mezzo.
H. Pianta del.e Pile del Ponte, oggi detto pure Sant’Angelo, fabbricato dallo stesso Imp.re per unire il suo Sepolcro al Campo Marzo.
I. Scala, per cui dal Fiume salivasi a’primi Piani della Ripa.
K. Campo Marzo.
Più avanti egli realizza una sezione dei resti ancora esistenti del mausoleo antico all'interno del castello. Qui si possono riconoscere gli spaziosi Corritoj che girano all'intorno (I), gli Sfogattoj, o Pozzi, i quali dalla Cima calavano sino al fondo della Fabbr.a. (H), la sala che, secondo Piranesi, avrebbe potuto ospitare le ceneri dell'imperatore (B).


Come stabilito in tempi più recenti, la pianta originale del mausoleo è diversa da quella immaginata dal Piranesi ed assomiglia più all'immagine che segue. Laddove Piranesi immaginava una serie di corridoi paralleli, figurava in realtà un unico ampio corridoio elicoidale, oggi interrotto, che conduceva alla cosiddetta «stanza delle urne».


Piranesi assegna una grande importanza ai basamenti e strutture portanti del mausoleo e del ponte. La fondamenta considerabile per la materia, per il lavoro, per la sua estensione, e profondità, niente meno era neccessario per sostenere una Mole sì grande, e tale, che avesse a durare, secondo l’idea del Fondatore, per tutti i secoli avvenire. Egli loda l'architetto, il quale ha saputo, e potuto in quest’Opera accoppiare ad un tratto maravigliosam.te la Bellezza, e la Forza. 



Del monumento antico studia con attenzione l'ingresso alla sala delle urne,
VEDUTA di un’Ingresso alla Stanza superiore dentro al Masso sepolcrale d’Elio Adriano Imp.e A Stipite formato in parte dai Cunei di Travertino, i quali compongono il grand’Arco nella Parete, B; et in parte da Corsi orizontali pure di grossi Travertini, i quali sono posti sotto all’Arco stesso, come riempitura. Questo grand’Arco maravigliosam.te rinforzato ne’ suoi lati quanto di resistenza fa al gravissimo peso del Masso, postogli sopra, altrettanto sollieva le Pareti, che gli stanno sotto; Cosicchè il Vano delle due Porte nulla toglie di robustezza alla Fabbrica. C Linea, la quale dimostra la Volta degli Anditi, descritti nelle Tav. antecedenti. D Spazio, o sia Porzione de’ sudd. ti Cunei, la quale resta scoperta sotto la Volta medesima degli Anditi. In chiunque entra quivi a mirare sì enormi Sassi con tanta maestria connessi, et impernati, fann’essi un’alta impressione di estraordinaria gravità e sodezza; la quale, si può dire, che non cede punto a quella delle rinomate Piramidi d’Egitto. E Bozze, le quali servivano per addattarvi le funi, et alzare in opera i Cunei, come abbiamo dichiarato in più luoghi di quest’Opera. F Stanza con Volta a botte, ricoperta di moderna intonicatura. G L’altro Ingresso, o Porta simile alla descritta.

Le lodi di Piranesi si estendono anche al leggiadro Ponte, il quale conservasi stabile intatto contro l’urto di frequent’innondazioni per il corso di tanti secoli. Egli si sofferma sull'uso di cunei negli archi centrali del ponte notando come conferiscano maggiore resistenza alla costruzione sottoposta alle forze della corrente del fiume.
 



Nella tavola seguente Piranesi mostra con maggiore dettaglio il finissimo lavoro degli architetti e il taglio e disposizione delle pietre per dare maggiore solidità al ponte.
Qui poniamo sotto gli occhi tutto l’interiore immenso lavoro di codest’insigni Monum.ti, in cui si dee considerare non solam.te la vasta loro estensione, e profondità; ma la connessione, e concatenazione delle Pietre, la varia grandezza loro, et in quanto diverse maniere poste in opera; come quelle per in piedi segnate V, quasi piantate nel letto del Fiume, per rendere le Pile più stabili, e resistenti: la disposizione, et il contrasto degli Archi, tra quali osservabile sopra ogn’altro appare l’indicato in X: e poi il grand’Ammasso di ben congiunti Peperini Y, a punta di diamante formato, e posto sotto il centro della gran Mole, per fare validissima resistenza all’enorme sua restremat’altezza. Meritano attenzione ancora gli altri Corsi e sotterranei, e sopra terra, tanto di Pietre, che di Cementi, con artificiosa simmetria distribuiti, e vicendevolm.te tra loro collegati, per istabilire, quanto più armoniosa, tanto più forte la loro costruzione.


Dalle tavole e descrizioni emerge ancora una volta la grande ammirazione che portava Piranesi per le tecniche costruttive dei romani.



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